Flir ad alta quota

30 luglio 2010

Tempo d’estate, tempo di vacanza e quindi di montagna. Questo ultimo post prima della pausa estiva è destinato a raccontarvi qualcosa sull’uso delle termocamere in alta montagna.

Dal Caucaso all’Alaska, il numero di frane ed eventi di crollo nelle catene montuose è negli ultimi anni decisamente aumentato. Altro dato certo e in correlazione con questo è poi l’ aumento delle temperature in costante crescita. Fattore, quest’ultimo che si traduce in un innalzamento della quota dello zero termico con un conseguente incremento del numero di giorni in cui la temperatura è superiore allo zero.

Il generale riscaldamento del clima si ripercuote sulle condizioni termiche delle rocce o dei versanti, aumentando lo spessore dello strato attivo e variando le proprietà meccaniche e, quindi, la resistenza del materiale. (leggi: più frane).

Questo stretto legame tra le variazioni del clima e le dinamiche delle pareti rocciose implica uno studio costante su almeno tra fattori: temperatura media annua superficiale della parete,escursioni termiche superficiali giornaliere e gradiente termico.

Ed è qui che fa il suo ingresso in scena la termocamera Flir Therma-CAM P640. Arrivederci a settembre!


Cosa bisogna sapere prima di acquistare una termocamera. (parte 2)

29 luglio 2010

Nelle puntate precedenti: accuratezza e ripetibilità, elevata risoluzione, batteria facilemente sostituibile, formato jpeg, e infine la presenza degli illuminatori Led.

Ci eravamo lasciati così. Proseguiamo ora con le altre caratteristiche che deve possedere una buona termocamera di base.

Il puntatore laser entra in classifica al posto numero sei. Deve esserci. Per tantissime buone ragioni: sicurezza, comodità e facilità d’uso.

E’ inoltre importante che la termocamera abbia la possibilità di aggiornamento del software con il quale vi viene venduta. Questo agevola molto l’analisi delle immagini e la creazione di report.

L’ottavo gradino se lo aggiudica la capacità adeguata di fusione delle immagini. Oggetto di varie discussioni, ci basti dire che è importante assicurarsi di poter eseguire modifiche di base dell’immagine, come spostare il riquadro a infrarossi, ingrandirlo e rimpicciolirlo.

Nono posto: ampio intervallo di temperatura. Facile da comprendere. Dovete avere una termocamera in grado di misurare le temperature che volete!

Last but not least: l’assistenza tecnica anche dopo l’acquisto. In questo Ema apre la strada a tutti gli altri rivenditori.

Tralasciare quest’ultimo dettaglio sarebbe un po’ come comprare un frigorifero senza nessun tecnico della casa madre pronto ad aggiustarlo in ogni caso!

Cosa bisogna sapere prima di acquistare una termocamera. (parte 1)

26 luglio 2010

Nella scelta di un oscilloscopio vi abbiamo già accompagnato qualche mese fa, ora passiamo alla scelta della termocamera. Cosa non occorre mai trascurare prima dell’acquisto?

Vale per tutti gli strumenti di misura: dal righello al geoscopio, passando attraverso la calcolatrice. E anche la termocamera non fa eccezione. Primo elemento indispensabile: accuratezza, ripetibilità e sensibilità. Neanche una sarta potrebbe usare un metro con la sensibilità di 5 cm, figuriamoci una termocamera con una sensibilità di “più o meno 5%”.

Punto numero due la risoluzione. Non basta leggere il numero di pixel dello schermo LCD, è importante tener presente anche la risoluzione pixel del sensore IR.

Poiché il risparmio energetico ci sta a cuore, da non tralasciare è anche questo terzo elemento: la batteria. Due ora di carica elettrica non solo consumano notevolmente, ma per di più vi faranno perdere un sacco di tempo. Possibile alternativa allora sono le batterie al litio, di durata nettamente superiore rispetto alle altre.

Anche il formato delle immagini entra nella top ten degli elementi da ricordare. Controllare che la termocamera supporti il formato jpeg standard vi permetterà di risparmiare nella spesa di un software aggiuntivo.

Quinto punto: gli illuminatori a LED per la fotocamera digitale devono essere incorporati. Sì, anche se non fate riprese notturne, la luminosità dell’immagine digitale conta moltissimo e la differenza è sostanziale. Chiedete al vostro venditore di fare una prova, gli esperti di Ema saranno ben contenti di mostrarvi quale valore aggiunto possano apportare la presenza dei LED sulla termocamera. Se siete incerti chiedetevi: comprerei mai una macchina fotografica senza il flash?


Flir per la birra

20 luglio 2010

Flir si fa largo anche nel settore alimentare. Questa volta per controllare il processo di imbottigliamento della birra. Nello specifico di una birra tedesca: la Erdinger.

Immaginate una fabbrica che produce ettolitri di birra la giorno.

Immaginate un nastro trasportatore in cui scorrono a fissa distanza l’uno dall’altro i fusti di birra.

Visualizzata l’immagine? Stringete sempre più il vostro campo visivo e, tra una macchina e l’altra, potrete scorgere anche qualche termocamera Flir.

La tecnologia a infrarossi è entrata definitivamente a far parte della squadra “controllo qualità” della birra Erdinger.

Come? Leggete le prossime righe.

Può capitare che i fusti di birra a volte non contengano solamente birra di frumento. Può capitare che per errore sfugga anche idrossido di sodio. Niente di grave, ma certamente minore qualità.

Ecco allora che, per aggirare l’ostacolo, le termocamere Flir si mettono in azione.

L’idrossido di sodio ha, infatti, una temperatura più elevata della birra di frumento, se questo si rileva si attiva un allarme e il nastro trasportatore si blocca.

Maggiore qualità e sicurezza nel processo di imbottigliamento si possono così ottenere, ancora una volta, grazie all’occhio esperto (e tecnologico) dei sistemi Flir.

Per la cronaca (e per i numerosi produttori di birra che ci leggono) la termocamera è la ThermoVision A20-M.


Flir in aeroporto.

16 luglio 2010

Chi viaggia lo sa. Il rischio di perdere i bagagli all’areoporto è uno di quei rischi inevitabili quanto seccanti se dovessero trasformarsi in realtà.

Se però arrivate a Londra, Terminal 5 di Heathrow gatwick, le probabilità che questo accada si abbassano notevolmente, grazie, ancora una volta alla tecnologie delle termocamere.

Di solito funziona così: oltre ai classici errori umani di smistamento, per i quali mi appello alla vostra tolleranza, gli incidenti più frequenti avvengono per problemi di frizione tra il nastro trasportatore e il metallo non ottimale con conseguente surriscaldamento dei bagagli.

In questo caso però, per garantire maggiore efficienza e precisione, Flir e Vanderlande, l’azienda che produce i sistemi di smistamento per l’aeroporto londinese, hanno progettato un sistema di smistamento intelligente, dotato di tecnologia a infrarossi in grado di monitorare il calore e gli eventuali errori prima che questi creino disagi.

Flir nello spazio con le missioni NASA

14 luglio 2010

Anche la Nasa ha bisogno di termocamere e indovinate un po’ a chi è si rivolta? A Flir, ovviamente, questo a dimostrare e a confermare l’affidabilità e l’alta reputazione che contraddistinguono questo brand.

Dopo l’incidente della navicella Columbia 2003, per migliorare la sicurezza nelle missioni spaziali, la NASA ha deciso di servirsi delle immagini termografiche per visualizzare , ispezionare e registrare eventuali danni ai pannelli presenti sugli scudi termici e per controllare e verificare le tecniche di riparazione dei pannelli e del materiale carbonio-carbonio rinforzato.

Molto più sofisticata di quelle che trovate in commercio normalmente, frutto di studi e ricerche di tecnici Flir e Nasa riuniti, lo sviluppo di Therma Cam S65, è capace di resistere alle radiazioni cosmiche, ai raggi solari intensi, ai pericoli d’incendio o alle forti vibrazioni.

Nel 2005 le sperimentazioni, nel 2006 la partenza con i programmi Shuttle e Stazione Spaziale Internazionale, oggi costantemente presente in ogni “spedizione fuori porta”.

Chiedere alla Nasa per ogni conferma!



Termografia sul tavolo da biliardo

9 luglio 2010

Ci sono termini che si sposano benissimo con la tecnologia delle termocamere e, al tempo stesso, con la filosofia di Ema.

Precisione, per esempio, è uno di questi.

In una disciplina come la carambola a tre sponde, un gioco del biliardo dove il pallino prima di colpire la seconda boccia deve toccare tre volte le sponde del tavolo, l’accuratezza non fa parte degli optional.

Andreas Efler, infatti, più volte campione di questo “sport”, decise, qualche tempo fa, di esercitare il suo talento, oltre che con un’ impareggiabile costanza, anche scrivendo un libro sulle tecniche di questo gioco e sul suo dettagliato, quanto rigoroso, funzionamento.

Le macchine fotografiche normali però necessitavano di troppa illuminazione per fotografare il movimento del pallino da gioco e la luce, troppo calda, spesso finiva per bruciare il tappeto verde. Robert Leitner, allora, un altro campione di questo gioco gli consigliò di servirsi delle immagini a raggi IR.

Grazie alla termocamera ad elevata sensibilità termica, (dell’ordine di 7 centesimi di grado), con una serie di riprese, Efler riuscì a capire i movimenti specifici del boccino, che non rotola, ma salta, riuscì ad ispezionare il corretto funzionamento del sistema di riscaldamento presente nei tavoli professionali per mantenere sempre asciutta la superficie, riuscì a dedurre moltissimi segreti della giusta tecnica per giocare meglio a carambola.

Per tutti gli appassionati del biliardo e degli usi più improbabili della termografia rimandiamo al suo libro!



CPX400DP

6 luglio 2010

Dal nome impronunciabile lo strumento che andiamo a presentarvi oggi è uno dei nuovissimi modelli appena sfornati dalla TTi.

Inutile quindi perdersi in preamboli generici, meglio passare subito alla sostanza, di cui questo strumento è indubbiamente ricco.

CPX400DP è l’ultimo della serie CPX ed il primo ad avere incorporato la possibilità di un controllo remoto completamente digitale.

Ogni pulsante, ogni cursore di controllo ha una storia e una funzione ben precisa.

- Elevata accuratezza,

- V-Track: grazie al quale gli output rimangono elettronicamente isolati ma nel contempo il voltaggio dell’uscita master viene trasferita all’ uscita Slave.

- Controllo sia analogico che digitale

-Sistema S-Lock che permette di bloccare con un tocco i settaggi delle uscite.

Infine, può sembrare strano, ma anche la flessibilità entra a far parte di questo strumento apparentemente così rigido. All’utilizzatore viene data infatti la possibilità di calibrare voltaggio e corrente secondo le eventuali esigenze e attraverso l’apposito bottone.

Niente è lasciato al caso, in uno strumento come questo, dove tutto è curato nei minimi particolari, basso rumore e dimensione compatta(20 x 13 cm) si aggiungono, rapidamente, alla lista dei vantaggi.

Se avete qualche domanda specifica da porci sapete come contattarci, ora però vogliamo essere noi a lasciarvi con una domanda: dopo questo nuovo “gioiello” (lo strumento vale infatti, economicamente, più di un diamante taglio marquise) di cos’altro avete bisogno?


Novità in casa TTi : analizzatore di spettro in mano

2 luglio 2010

Ultimamente il termine “new” appare piuttosto spesso sul sito TTi, sinonimo, probabilmente, dei grandi passi avanti che la tecnologia, almeno in questo settore, sta facendo.

La prima novità che mi è saltata all’occhio senza passare inosservata si chiama PSA- T series ed è un analizzatore di spettro che sta nel palmo di una mano.

Taglia piccola e prezzo ridotto (che rimane infatti al di sotto dei 1.500 €) si stringono la mano in questo prodotto dalle elevate prestazioni tecnologiche.

E’ compatto e leggero allo stesso tempo, dotato di porta USB, display ad alta risoluzione (65.000 colori), touch screen,batterie ricaricabili che ci permettono di lavorare fino a 4 ore consecutivamente tenendo il dispositivo in mano e memoria interna che non viene persa al momento del cambio delle batterie.

Se invece che tenerlo in mano preferiamo appoggiarlo sul piano di lavoro può essere collocarlo in tre differenti posizioni e addentrandoci nelle caratteristiche ancora più tecniche possiamo dirvi che la risoluzione verticale di 10dB può essere espansa di 5dB e per comunicare efficacemente con computer o smart phone, questo analizzatore è fornito di bluetooth eWifi.

Scontato precisare poi che il piccolo “genio” sa lavorare anche con fogli di excel, world, power point, programmi di grafica, sapendo leggere formati come jpeg, gif, bmp, tiff e volendo anche outlook.

Analizzatore di spettro e tante funzioni ingegneristiche in meno di mezzo chilo di peso!


Gli accessori per le termocamere…non sono dettagli

29 giugno 2010

L’attenzione ai dettagli è da sempre parte integrante della filosofia Flir nella progettazione e nella costruzione di tutte le termocamere. Da oggi, per quelli di voi che amano ancora di più la precisione e la cura di ogni particolare, Flir mette a disposizione un’ abbondante serie di accessori per ogni tipo di termocamera.

Così possiamo personalizzare i nostri strumenti con una vasta gamma di lenti, diversi display LCD, dispositivi di comando a distanza, software specifici pensati per le singole applicazioni.

Per fare soltanto un esempio, la serie A può essere accessoriata e completata con 7 diversi tipi di obiettivi IR classici o macro, per target particolarmente piccoli, per quelli decisamente distanti o per allargare il campo visivo fino a 4 volte.

La lista però non si ferma qua. Potremmo procedere, infatti, parlando dei diversi cavi per l’alimentazione, di quelli video, delle valigette di trasporto rigide o delle apposite scatole dedicate alle spedizioni, imbottite e sagomate e in grado di contenere tutti i componenti.

Ogni serie ha una lunga lista di integrazioni di cui potrete sbizzarrirvi nella scelta.

Curiosi? Provate a dare un’occhiata sul sito Flir.